testimoniare l’amore di Ron per la musica e la vastità della sua conoscenza in materia, rimane la sua enorme collezione personale di musica. Nella biblioteca musicale di Ron trova posto praticamente tutto ciò che abbia mai avuto un’importanza durevole: da Mozart, Beethoven, Chopin, Brahms e Bach a Miles Davis, John Coltrane, Bill Evans, Duke Ellington, Ella Fitzgerald e Billie Holiday. Il rock è rappresentato da Pink Floyd; David Bowie; Earth, Wind and Fire; Michael Jackson; Rolling Stones; Beatles; Chicago; Deep Purple; Bob Dylan; Jimi Hendrix; Eagles; Elton John e Frank Zappa per citare soltanto pochissimi nomi. E la sezione internazionale comprende melodie della Russia, Asia sud-orientale, Turchia, Caraibi, Messico, Giappone, Cina, Spagna, Portogallo, Africa, Senegal, Bali, Mongolia ed il basso Rio delle Amazzoni, e anche in questo caso l’elenco è tutt’altro che completo.

“Ciò che mi ha sbalordito non era soltanto la quantità della sua collezione, bensì la qualità", commentò un audiofilo chiamato per aiutare a catalogare la raccolta. "Generalmente non si vedono in un posto solo così tanti grandi album, oggi anche rari, a cominciare da un vecchio album di Miles Davis che non avevo mai visto nella collezione di un appassionato”.

Ma la verità è che Ron non raccoglieva album soltanto perché gli piaceva collezionarli. Essi costituivano invece il suo terreno di ricerca, la finestra attraverso la quale egli vedeva l’insieme della musica nel mondo. Chi si trovava a portata di orecchi dal suo ufficio sentiva regolarmente scaturire della musica dal suo sofisticatissimo impianto audio. E ovviamente i suoi gusti erano molto vari: dagli ultimi successi discografici a oscuri madrigali del Rinascimento, dal rock sperimentale al pop degli anni Cinquanta. Inoltre egli registrava continuamente dei campioni e dei commenti pertinenti che utilizzava per trasmettere determinati concetti ai musicisti del suo studio di registrazione.

Alla fine degli anni Settanta, ad esempio, per ampliare gli orizzonti musicali degli artisti che lavoravano alle sue composizioni, Ron inviò loro una vera e propria enciclopedia di World Music. Uno di quei musicisti ricorda che la selezione comprendeva "dei campioni di generi musicali che non solo non avevamo mai ascoltato o di cui, addirittura, nemmeno conoscevamo l’esistenza", come ad esempio gli oscuri brani suonati con tamburi da guerra della Mongolia, i gong dei templi giavanesi e i campanelli di Bali. Aveva incluso anche concise descrizioni di ogni tipo di musica e una breve storia della tradizione. Ma la cosa straordinaria è che, aggiunse un musicista, “Ron li usava tutti”.




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